Strumenti di deriva urbana

Asprira emozioni raminghe

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Durante le derive urbane si utilizzano molteplici strumenti per immagazzinare le emozioni e sensazioni provate.

Partiti con carta, matita e reflex; gli strumenti fornitici dall’era tecnologica sono molti e utili.

Inoltre, durante questi anni la nostra sensibilità per le emergenze del territorio attraversato è notevolmente cresciuta. Più abili nell’ascoltare lo spazio abbiamo provato immagazzinare i sentimenti in altri modi, con altri mezzi.

Qui di seguito sono descritti tutti gli strumenti da noi utilizzati e le loro potenzialità.

In ordine di apparizione e di utilizzo.

Carta e penna

Nella sua arretratezza forse rimane il mezzo più eccellente e nobile, lento profondo e incisivo, il prediletto del buonanima DAMIANO. Si osserva, ci si siede e la carta raccoglie disegni, frasi, emozioni e sensazioni.

Fotografia analogica

Far foto è un’arte, è un mondo, è un mezzo con cui vedere il mondo. Rimane una tecnica affascinante che offre migliaia di possibilità e potenzialità. Basta un stop in più, 100 asa in meno, un secondo prima che tutto cambi. Sono istantanee.

Fotografia digitale

La denigrazione della foto su pellicola. Rimane però un mezzo veloce e notevolmente economico. Non hai più limiti, scatti a nastro ed elabori poi sul pc. La utilizziamo spesso come memoria fotografica per immortalare oggetti, cose, situazioni di entità minore, ma spesso importanti.

Registratore vocale

Mezzuccio di fortuna per registrare suoni provenienti dall’ambiente. Ben più interessante se utilizzato come taccuino vocale. Rimane molto faticoso sbobinare il nastro in digitale, togliere il fruscio, tagliare le tracce e riscrivere i commenti di deriva.

Telecamera

Immagini in movimento e suono. Ottimo per immagazzinare una grande quantità di dati. Altro discorso è la gestione delle immagini. Il taglia e cuci nonchè detto montaggio è lunghetto. Altra soluzione è fare un pò attenzione e riprendere con stacchi veloci e montaggio diretto.

Registratore digitale con microfono ambientale

Bello, abbiamo udito cose che voi umani… Si accende l’attrezzo, si calzano le cuffie e ci si cala in un altro mondo. Rimane il fatto che cotanta poesia sonora poi occorre tagliarla e gestirla.

Binocolo

Oggettino molto simpatico, risorto dal nulla, molto utile per osservare i landmark o oggetti in modo ravvicinato. Appoggiando l’obiettivo della digitale all’oculare si possono scattare immagine di media qualità.

gps

AAAAHH! Novità! Un tempo ci appuntavamo su una mappa il percorso, ora un problema in meno! Si prendono i dati, si caricano sulla mappa e si leggono i risultati come: tempo di durata della deriva, velocità, dove e quanto sei stato fermo, etc.

Questo è tutto in attesa di uno strumento top secret attualmente in elaborazione all’interno del gruppo in grado di riunire tutti questi strumenti e immagazzinare e gestire in tempo reale i dati raccolti in deriva.

Nuova frontiera l’odorometro.


Note.

Meglio concentrarsi su un unico mezzo altrimenti ci si inizia a perdere non nel tessuto urbano ma nella selva di cavi, fili e funzioni di improbabili strumenti digitali.

Aiuto mi manca la corrente devo scaricare la card esposizione tempi attese vai piano lento altrimenti le immagini risultano mosse il vento rovina la registrazione audio le pile… che palle!

Ogni strumento ha delle potenzialità ben precise che si avvicinano ai diversi sensi umani.

É consigliato il recupero oggetti (esempio fare un erbario).

Fondali per videochiamate

Tutto intorno a te

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Ieri sera ero li, lobotomizzato davanti alla televisione. Pubblicità. Chi ti vedo? Amendola che sbraitava in mezzo alla strada cor videotelefonino 3. Cavolo, non aveva il telefonino appoggiato all’orecchio come tutti noi, ma a 30 cm dal viso. Mi si riaccende il cervello. Prima considerazione. Che scomodo! Già mi immaginavo fra quindici anni con frequenti paresi al braccio dopo telefonate di mezzora. Oltre all’artrite da telefonino. Seconda considerazione. Ma bisognerà sempre essere belli. Bandite le caccole agli occhi di quando si è appena svegli; imbellettati, lampadati e ortodonticamente perfetti, solo allora si potrà ricevere/effettuare una chiamata. Terza considerazione (ndr il motivo di questa wiki-sfera note). Mi sono inventato un lavoro. Deformazione professionale. Cavolo, tra quindici anni sarò l’uomo più ricco della terra. Progetterò fondali per videochiamate! Avete la casa in disordine, piccola, minuscola? Vi trovate in un luogo improbabile, proibito, imbarazzante? IZMO ha la soluzione! Pratici fondali da indossare all’occorrenza. Pieghevoli in cartone, dotati di spalline trasparenti si indosseranno come zainetti applicandole lo sfondo preferito.

Meglio totalmente verde con videotelefonini dotati di realtime Chroma-Key?

Si ok ma le caccole ve le dovrete togliere da soli!

Che fare a Torino

che_fare Chiedo scusa a Mario Merz se prendo in prestito la sua opera per esprimere un sentimento comune, banale forse, ma non per questo poco importante… “che fare” questa sera nella nostra città, Torino? dove andiamo, cosa c’è da vedere? ecco quindi l’idea di proporre in questa pagina i siti e le risorse interessanti, utili a chi vuole vivere veramente questa città…

  • http://www.torinoforum.it –> ormai non ha più concorrenti, è il portale ufficiale per le serate “musicali” in città: concerti, musica elettronica, clubbing, feste, eventi … e poi c’è il forum che funziona molto bene…
  • http://www.torinocultura.it –> è il sito ufficiale del settore culturale. Molto aggiornato fornisce informazioni precise per film, musica classica, jazz, rock (non tutto), arte contemporanea. Privilegia gli eventi “istituzionali”
  • Torinosette –> in edicola ogni venerdì con la stampa è imperdibile, articoli ed informazioni su tutto quello che verrà organizzato la settimana successiva in città. Essendo cartaceo a volte non riese a pubblicare eventi o cambi programmi improvvisi.
  • http://www.piemonte-emozioni.it –> Si trovano informazioni su eventi culturli istituzionali che riguardano l`intera Regione Piemonte. Utile e aggiornato con continuità, mancano le piccole inioziative locali.
  • http://www.grigiotorino.it –> nuovo portale “pro-vita” torinese molto simile a torinoforum ma con notizie diverse con un’altro taglio

Attualmente non ne conosco, ma anche la provincia meriterebbe più attenzione, potete segnalarci altre fonti d’informazione a contatti@gruppo-sfera.com Il gruppo-sfera sta valutando la possibilità di creare un blog per raccogliere le comunicazioni degli eventi organizzati nella provincia di Cuneo al fine di costruire una rete.

Homo mediatico

VERSO UN RAZZISMO TECNOLOGICO

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nel piccolo mondo occidentale…

Le suggestioni rappresentano un ottimo mezzo per diffondere idee, far riflettere e sorridere. Nella certezza che qualche sociologo o studioso non ne abbia già fatto una pubblicazione corposa, riporto qui un mio pensiero che da un pò mi frulla in testa. La società umana ha attraversato tre grandi rivoluzioni: agricola, industriale e microelettronica. Quest’ultima non conosce soste, gli strascichi li vediamo tutti i giorni attraverso le nuove diavolerie tecnologiche.

Le ricadute sulla società sono inevitabili, esse modificano rapporti sociali, pensate ad un sms sbagliato e possono pregiudicare la nostra carriera lavorativa con un curriculum non adeguato. Sarà che sono il primo ad farci attenzione, ma sostengo una nuova forma di discriminazione che potrei chiamare razzismo tecnologico: inserisci il tuo nome su google, non esce niente… non sei nessuno. Come giudicare lo status di un individuo? Metti il suo nome su google e se esce qualcosa bene, altrimenti nella società mediatica non conti nulla. Anche nel caso limite di persone che non smanettano su internet, come artigiani, artisti, agricoltori, mestieri che con la rete non ci azzeccano nulla, il loro nome potrebbe essere indicizzato attraverso la pubblicazione di ipertesti che ne decantino la bontà del loro operato. Hai un sito personale o più siti parlano di te, Ok, sei un uomo che conta. Hai una miriade di siti che descrivono le tue gesta? Beh! Allora sei davvero importante! Un’altro metro per quantificare lo status di un individuo si chiama HD, hard disk. La piccola scatoletta che risiede nei nostri computer conserva la memoria di nostri lavori, viaggi, passioni, hobbies. Più mega, meglio giga hai pieni, più conti!

Un tempo i grandi della storia possedevano un grande biblioteca privata, opere d’arte e si permettevano viaggi di piacere. Oggi è cosa normale ma fisicamente non rimane più nulla, tutto è immagazzinato all’interno della memoria rigida del nostro pc. File di lavoro, foto digitali, film, tutto è invisibile ma misurabile. La discriminazione sociale in questo caso potrebbe avvenire attraverso ad un tasto destro proprietà. 50, 100, 200 giga pieni? Allora si che sei un very important people. 10 20 50 mega?… non sei nessuno. Nell’orrore della realtà qui descritta vi è ancora l’amore, un cocktail, il sole, uno scoiattolo, un timballo, una scultura. Fisicità tangibilmente invadenti dentro un mondo prossimo alla smaterializzazione.


Ecco un tipico esempio di razzismo tecnologico e discriminazione sociale compiuta attraverso le nuove tecnologie.

Un caso pratico arriva dall’i**** di s**** GIANLUCA che in un una vena di “intolleranza” insita in lui, cosa ti è andato a pensare una sera che eravamo in coda per entrare al The Beach° al centro di una marea di ragazzini tamarretti urlanti? Ha escogitato una serie di party organizzati all’improvviso e pubblicizzati attraverso una mail. I tamarretti, a giudizio del mio illustre amico e collega, nella loro giovinezza anagrafica, ristrettezza economica e limitatezza informatica verrebbero automaticamente esclusi.

In un mondo da scongiurare in cui i clubbers si sarebbero trasformati in massoni tecnologicamente dotati resistono per fortuna ancora i buttafuori, le risse e i minchia porcodddue! E l’ecstasy dove lo metti?

Fahrenheit 451

Il timore di un’immaginaria regressione

Fahrenheit_451

Ho appena visto Fahrenheit 451 di François Truffaut.

Oltre a rimandarvi a questo sito in cui è presente una dettagliata trasposizione della trama, qualche immagine e una composta critica…

http://www.activitaly.it/immaginicinema/fahrenheit451/fahrenheit_451.htm

cercherò in quest’articolo di diffondere sensazioni e impressioni datemi dalla visione del film.

Penso (impulsivamente) che sia il più grande film dell’orrore che abbia mai visto. Angoscia. Caspita quanto ho sofferto nel vedere un modo irreale che deve rimanere tale.

Nel medioevo e durante il regime fascista ce la siamo scampata bella! Ora basta… ci mancava ancora il film. Cmq oltre alla miriade di riferimenti che si possono cogliere nel gioco di rimandi e citazioni di Fahrenheit 451, il mio intento è quello di analizzare la scenografia e la scelta di elementi architettonici, tecnologici e di design.

Da queste poche immagini catturate con la mia digitale, perchè il tasto -Stamp- con i divx non funge, si evince la volontà di creare una dissonanza tra un mondo ipertecnologico dispotico e medioevale primitivo. Il rasoio elettrico viene gettato via per una lucida e tagliente lametta con il manico in bachelite. Nella casa vi è una sola televisore a muro (premonizione dei nostri televisori al plasma) ma i telefoni a cono sono disseminati ovunque. L’antenna televisiva è contrapposta a comignoli degni dell’arts and craft. La futuristica metropolitana appesa* e la linea ferroviaria abbandonata al termine della quale gli uomini libro si vanno a rifugiare.

Le case ignifughe sono degne del celebre film francese Mon Oncle di Jacques Tati oppure delle sempre più restrittive normative antincendio in vigore. Per non parlare del tronchi di cono con lampeggiante che delimitano il campo di azione dei pompieri (che non spengono gli incendi, li appiccano ai libri).

Insomma un esercizio scenografico con lo scopo di ridurre al massimo la comunicazione tra gli individui e massimizzando l’efficienza della solitudine voluta da una società degna del Grande Fratello di Orwell.

Le porte scorrevoli e le uniformi dei pompieri con caschetti e lanciafiamme aggiungono quel pò di grottesco che va forse in contrasto con la semplicità e la delicatezza delle opere di Truffaut.

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Aggiungo come nota, la somiglianza delle ambientazioni presenti in un altro film di una ipotetica società futura, Gattaca, plagio o citazione?

Cavolo, seconda nota mentre scrivevo stavo ascoltando, guarda caso, Fahrenheit Fair Enough dei Telefon Tel Aviv.

*qualcuno mi dica dov’è… in compenso vi posso dire che il centro di addestramento navale ripreso in La signora della porta accanto (sempre di Truffaut) è nei pressi di Grenoble. Gérard Depardieu pilotava una petroliera in scala, mezzo di addestramento per il quale centinaia di persone da tutto il mondo fanno la fila per avere un posto nel migliore dei tre centri al mondo.

Dan Flavin

UNA FLORESCENZA CHE INCANTA

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foto di Alessandro

Dicono fosse burbero e solitario, sfumature di carattere necessarie per un uomo capace di modificare in modo profondo e delicato lo spazio. Meglio forse parlare di luoghi, spazi con identità forza emozioni. Flavin ha trovato nei tubi fluorescenti il mezzo per farlo. La semplicità del colore diffuso attraverso la luce di semplici neon, modifica lo spazio donandole nuove sembianze, emanando emozione. I fotoni si dipartono, incrociano e fondono in profondi significati simbolici.

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A otto anni dalla scomparsa, le stanze della Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo, presso Varese, ospitano tra il 30 settembre e il 12 dicembre 2004 una grande retrospettiva su Dan Flavin.

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Appunti di viaggio

  1. se arrivate in macchina… una volta raggiunta Varese, le indicazioni per Villa Panza sono presenti ovunque e potete lasciare la macchina nel parcheggio gratuito della villa;
  2. consiglio il brunch, 15€, del circuito Nescafè (solo sabato e domenica);
  3. ASSOLUTAMENTE da visitare la villa con opere imperdibili (tra cui Spalletti, Ford Beckman, Roni Horn) disseminate nelle stanze una volta private, ora donate al FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Prendetevi la triste, ma fondamentale, audioguida;
  4. visitate questi due siti: http://www.varesegallery.com/villapanza oppure http://www.vareseweb.it/villapanza;
  5. leggere il libro-catalogo (ibs);
  6. lasciatevi folgorare.

del programma di Ale mi va tutto bene ma evitate accuratamente il brunch Nescafè….alias caffè orribile Nestlè.

Andate meglio a mangiare in una classica trattoria del posto… Gabri