Ogni luogo. Processi di democrazia urbana on-line

immagina_democrazia

In occasione della Biennale Democrazia la Fondazione Ordine Architetti Torino ha bandito un call for papers dal titolo: I luoghi urbani della democrazia. Izmo ha partecipato alla call con il seguente abstract, scritto da Giulia Carlone durante l’elaborazione del progetto Insito.

La tesi proposta pone le sue fondamenta sui caratteri di libertà e uguaglianza insiti e fondativi del concetto di democrazia. Un luogo materico è la conclusione di un processo. In questa visione punto imprescindibile del carattere democratico di un luogo è anche la sua fase progettuale e non solo la sua risultante materica. Come si possono porre i caratteri di libertà e uguaglianza alla base della progettazione di un luogo urbano —quindi pubblico e, di conseguenza, di tutti— così da asserire in modo condivisibile alla maggioranza che tale luogo è democratico? Le qualità intrinseche della rete in quanto zona interattiva che offre spazi oramai più che conosciuti di scambi (es: blog), dove le barriere tradizionali (distanza e compresenza fisica) sono superate e barriere potenziali quali ad esempio l’età, la razza, la religione, sono mediate dai caratteri propri della rete, quest’ultima può offrire dei luoghi di creazione di consapevolezza urbana e di scambio, tra i cittadini stessi e tra quest’ultimi e le amministrazioni. Se i cittadini, tramite delle piattaforme web, potessero esprimere e comunicare annotazioni, quadri di vita e uso del suolo pubblico, mal funzionamenti, bisogni e aspettative su parti dalla città o singoli spazi e se queste espressioni fossero acquisite dai progettisti, dagli attori e dai mediatori dei processi e ne fossero posti alla base, il luogo creato potrebbe definirsi democratico in quanto espressione di democrazia.

Oggetti metropolitani

bottiglie_pipi_cane

la prima foto ritrae una bottiglia piena d’acqua con teste d’aglio galleggianti

Gli oggetti metropolitani assomigliano alle leggende metropolitane: entrambi nascono dalla mente diabolica di qualcuno che in modo consapevole o in buona fede, inizia a diffondereli con il passa parola. Il verbo attecchisce rapidamente fino ad allargarsi a macchia d’olio.

Gli oggetti metropolitani, a differenza delle leggende, non sono composti di sole e innocue parole bensì modificano visibilmente il territorio. Le leggende restano racconti a cui credere o no, da trasmettere o bandire. Gli oggetti sono difficilmente eliminabili: anche se non ci credi sarai costretto a vederli. Gli oggetti metropolitani per fortuna seguono le mode, ma necessitano di anni per scomparire: fino al momento in cui la vittima del passaparola realizza di esser un anello della catena (di sant’antonio). Sentendosi fesso cancella mestamente le prove della sua stupidità.

¿Meglio l’oggetto terribile da appendere, attaccare, apporre oppure il beneficio per la maggior parte delle volte inesistente? ¿Meglio la pipì del cane sulla facciata o una sfilata di bottiglie di plastica appoggiate a tutti gli angoli di un edificio?

Segue una breve lista di alcuni fantastici oggetti metropolitani:

  • i fogli di stagnola per allontanare i piccioni dai vasi sui balconi
  • l’ovetto kinder che addobbava le antenne delle auto con il fine di captare meglio il segnale radio
  • le bottiglie di plastica anti pipì del cane
  • i lucchetti degli innamorati (in verità hanno la loro funzione: rappresentano l’unione indissolubile di 2 deficienti)

vi ricordare qualcos’altro???