Mappe

mappe

Carte, mappe, atlanti, immagini satellitari, incisioni sono utilizzate per indicare percorsi, posizionare elementi, progettare, delimitare, georeferenziare. Per ogni messaggio, ad ogni strumento corrisponde il più appropriato supporto grafico.

L’impatto visivo è fondamentale: la mappa deve contenere informazioni facilmente leggibili e contestualizzate nel loro intorno (vedi gis).

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L’avvento di google mapsgoogle earth ci ha donato un supporto di georeferenziazione agevole ma al contempo difficilmente navigabile. Molti strumenti in internet quali forum, wiki, blog possiedono plug-in che georeferenziano l’informazione, ma la loro trasposizione sulla mappa è alquanto impersonale. Ad ogni messaggio il suo mezzo, la sua carta.

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Un tempo si chiamavano disegnatori o semplicemente si stilizzava lo spazio perché contenesse delle indicazioni che dovevano essere comprese da tutti o create ad hoc per tipologie di utenti quali i navigatori (vedi anche Mappe Astratte)

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Oggi ci chiamiamo tutti internauti ma non per questo dobbiamo essere tutti omologati ad un unico supporto google.

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Fonte immagini: AA.VV., MAPS The Agile Rabbit Book of Historical And Curious Maps, 2004, Pepin Press, ISBN: 9057680513


Cartografia Resistente la pensa come me:

http://cartografiaresistente.org/twiki/bin/view/Main/PercheNonGoogleMaps

Borse da e per lo shopping

billa

…oggi mi arriva una mail dalla Gabri a lei girata dachissachì. Prontamente pubblico.

La borsa come qualsiasi oggetto è considerato un vettore comunicativo. Le prendiamo per mano, contengono i nostri oggetti fanno molta strada passano di mano e entrano nel campo visivo di chi ci sta a fianco.

Ottimo.

Un pò di anni fa a Torino erano diventate di moda delle borse indiane molto variopinte e paiettate raffiguranti prodotti usualmente in commercio. Il supermercato indiano le regalava perché il loro costo era sostenuto dai prodotti stampati sopra, qui vendute a 15-20€… ma si sa come vanno queste cose.

Le aziende fanno di tutto per promuovere i loro loghi le loro mercanzie, incalzano i migliori pubblicitari che si scervellano. Questa è spremitura di meningi fresca fresca:

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cantalar

konzept

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setka

Moleskine

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La Moleskine è originariamente un taccuino molto semplice, nero con pagine bianche. Molti personaggi importanti hanno posseduto una Moleskine e questo l’ha resa mitica. Uscita di produzione nel 1986 e non coperta da brevetto è stata riesumata dalla Modo & Modo di Milano. Con un’abile mossa di marketing e di comunicazione oggi la Moleskine non è più una sola agenda ma una serie di prodotti pensati per raccogliere tutti gli istanti di una vita.

Per maggiori informazioni: http://www.modoemodo.com


Chiaramente anche io utilizzo per i miei appunti e pensieri il taccuino Moleskine… quello grande.

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Breve storia di un taccuino leggendario.

fonte: brocure interna ad ogni prodotto

Moleskine è il leggendario taccuino degli artisti e intellettuali europei degli ultimi due secoli: da Van Gogh a Picasso, da Ernest Hemingway a Bruce Chatwin. Compagno di viaggio tascabile e fidato, ha custodito schizzi, appunti, storie e suggestioni prima che diventassero immagini famose o pagine di libri amati.

Prodotto in origine da piccole manifatture francesi che fornivano le cartolerie parigine frequentate dalle avanguardie intemazionali, alla fine del secolo scorso divenne introvabile: nel 1986 era scomparso anche l’ultimo produttore, un’azienda familiare di Tours. ‘Le vrai Moleskine n’est plus’, questo il lapidario annuncio della proprietaria della cartoleria di Rue de l’Ancienne Comédie dove si riforniva Chatwin. Lo scrittore inglese ne aveva ordinati cento prima di partire per l’Australia: comprò tutti i Moleskine che riuscì a trovare, ma non furono abbastanza.

Nel 1998, complice un piccolo editore milanese, Moleskine e finalmente tornato. Anonimo custode di una straordinaria tradizione, ha ripreso il suo viaggio. Cogliere la realtà in movimento, catturare dettagli, segnare sulla carta l’unicità dell’esperienza: Moleskine è un accumulatore di idee e di emozioni che libera la sua carica nel tempo.

Il leggendario taccuino nero torna a passare da una tasca all’altra per accompagnare con le diverse campiture della sua pagina, i mestieri creativi e l’immaginario del nostro tempo.